Il merletto di Rapallo, un'antica tradizione conservata nei secoli

I merletti di Rapallo affondano le proprie radici nel XVI secolo, quando i pregiati ricami venivano realizzati da giovanissime artigiane sotto lo sguardo severo delle priore dei conventi, per poi finire non solo sui fastosi abiti delle nobildonne, ma anche su quelli dei loro aristocratici mariti.

L’uso dei merletti da parte delle signore genovesi era così diffuso che, in un editto del 1705, vennero stabilite strettissime norme per limitare l’applicazione di pizzi su vestiti femminili, ma per assistere al grande boom bisogna attendere l’arrivo dell’Ottocento quando la lavorazione raggiunse il periodo di massimo splendore. Nel 1969 venne inaugurata la Scuola Ligure del merletto.

Oggi, l'arte del merletto a fuselli è coltivata principalmente nei centri Santa Margherita Ligure, Portofino e Rapallo, dove ha sede il Museo del Merletto (Villa Tigullio - Parco Casale,16035 RAPALLO Tel. 018563305 - 63304 - 680604), presso l'eccezionale cornice dell'antica Villa Tigullio. Una straordinaria vetrina dove ammirare oltre 1.400 manufatti rari e preziosi e macramè realizzati tra il XVI e il XX secolo, oltre a una decina di tomboli databili tra la seconda metà del Settecento a tutto l'Ottocento e circa 5.000 fra disegni e cartoni utilizzati per la produzione. Impossibile non notare il pannello in merletto, lungo oltre 8 metri, realizzato su disegno del pittore e scenografo Lele Luzzati pronto a raccontare la Commedia dell'Arte Italiana, che un tempo ornava i saloni di un transatlantico americano (in foto).

Per gli amanti delle cose belle e antiche c'è anche la possibilità di portarsi a casa un pezzo originale dei merletti di Rapallo: il punto di riferimento è il negozio di Emilio Gandolfi, in piazza Cavour, un negozio storico che porta avanti la tradizione dell'arte del merletto. Le signore che se ne intendono giurano che i suoi pizzi a tombolo sono straordinari, fatti ancora "come una volta", i più belli di tutta la Riviera Ligure.

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